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Sethiani
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I mwbqSethiani, o mwbgSeziani, erano i membri di una corrente del mwbwCristianesimo delle origini che si rifaceva a mwcaSeth, il terzo figlio di mwcqAdamo, indicato dagli mwcggnostici come il capostipite degli pneumatici o spirituali e, a volte, come il depositario di una segreta rivelazione divina.
Contents
• Dottrina
• Le opere
• Note
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Dottrina
Al pari di altre correnti mwdggnostiche, i Sethiani erano convinti che il mondo fosse stato creato non da mwdwDio, ma da mweaeoni che, nel loro complesso formavano il mweqPleroma. L'ultima degli eoni, mwegSophia (la Saggezza) o Madre Divina, generò sette figli, Ildabaot, Iao, Sabaoth, mwewAdonai, mwfaElohim, Astaphain e Horaios; essi crearono l'uomo a loro immagine e somiglianza. Dopo la caduta di mwfqAdamo e l'uccisione di mwfgAbele da parte di mwfwCaino, Sophia decise di inviare Seth a liberare la scintilla divina degli uomini, intrappolata nel mondo materiale.
Il mwgqCristo era l'ultimo discendente di Seth, o addirittura lo stesso Seth, tornato per portare la conoscenza (gnosi) della salvezza e insegnarla agli iniziati. Tale conoscenza era contenuta in un libro segreto.
Ultima particolarità della dottrina sethiana era il loro mwgwdocetismo. Cristo non era stato né mwhacrocifisso né tanto meno era mwhqrisorto in quanto essendo di puro spirito non poteva morire.
Le opere
Molti dei mwiatesti scoperti a Nag Hammadi nel mwiq1945, probabilmente, si rifanno alla gnosi seziana. I più importanti sono la mwigTre steli di Seth, lmwja'mwjqmwjgIpostasi degli arconti, lmwjw'mwkamwkqApocrifo di Giovanni, il mwkgmwkwVangelo degli Egiziani e la mwlamwlqProtennoia trimorfica.
Alcuni ritengono che anche il mwlwmwmaVangelo di Giuda fosse un testo sacro fondamentale dei Sethiani, in quanto è citata la "stirpe di Set" come stirpe degli eletti.cite-ref-1[1]
Le tre stele di Seth
Il codice in cui si trova mwnwTre stele di Seth, noto anche come mwoqLa rivelazione di Dositeo in merito alle tre stele di Seth, risale al mwog340 (mwowDositeo fu uno dei primi maestri gnostici). Secondo il testo, Seth fu il padre di tutti gli gnostici, coloro cioè che possedevano la conoscenza per non arretrare di fronte alle forze che dominano la creazione. Nella prima stele Dositeo si rivolge ad Adamas, il Figlio Superiore, padre di Seth e quindi progenitore di tutti gli gnostici che risiede al confine tra il mondo divino e quello demiurgico. Questi, in qualità di padre degli spirituali, rappresenta l'anello di congiunzione tra la diade superiore composta dal Padre e dalla Barbelo e quella inferiore composta da Seth e dagli gnostici. Egli è il passaggio obbligato per la salvezza. Nella seconda stele Dositeo si rivolge alla Barbelo, il primo eone, l'espressione femminile del Padre, la sua mwpamonade. Essa è la portatrice della luce, dell'intelletto e della vita in quanto in perenne contemplazione della fonte di luce primigenia. Nella terza stele Dositeo loda l'Essere Supremo, azione che può compiere solo grazie allo spirito vivificante dell'Adamas in Seth e dell'intelletto della Barbelo. La conclusione dell'opera esorta alla glorificazione di questi tre esseri in modo da essere "perfetto tra i perfetti".
Da questo testo si possono ricavare i significati di quattro figure fondamentali per la dottrina sethiana:
• Seth rappresenta l'archetipo dello gnostico che si ribella all'ordine apparente delle cose e ricerca la conoscenza che lo potrà salvare;
• Adamas rappresenta l'archetipo divino che deve essere di costante ispirazione per lo gnostico;
• la Barbelo rappresenta le qualità totali del Padre, la conoscenza che viene infusa nello gnostico per portarlo alla salvezza;
• il Padre rappresenta l'Essere Supremo, il punto di arrivo verso cui deve tendere lo gnostico.
Note
Bibliografia
• Giovanni Casadio, mwtqVie gnostiche all'immortalità, Brescia, Morcelliana 1997.
• Hans-Martin Schenke, mwtwThe Phenomenon and Significance of Gnostic Sethianism, in Bentley Layton (ed.), mwuaThe Rediscovery of Gnosticism: Proceedings of the International Conference on Gnosticism at Yale, New Haven, Connecticut, March 28–31, 1978, Leiden: Brill, 1981, Vol. 2, pp.mwuq 588–616.
• Michael A. Williams, “Sethianism” in Antti Marjanen, Petri Luomanen (eds.), mwuwA Companion to Second-Century Christian “Heretics”., Leiden: Brill, 2005, pp.mwva 32–63.
Voci correlate
• mwwaCodici di Nag Hammadi
• mwwgIpostasi degli arconti
• mwxaApocrifo di Giovanni
• mwyaProtennoia trimorfica